Cari amanti del vino e della natura siete pronti per un viaggio nel mondo affascinante delle viti a piede franco?
Vi porteremo nelle zone più remote, dove queste piante madri dimostrano una resilienza fuori dal comune, in terre spesso isolate, trovando ancora luoghi vergini dalla fillossera in cui prosperare.
Queste viti, senza il bisogno di innesti su radici americane, si possono paragonare ai grandi atleti delle ultratrails.
Affrontano come loro i territori più impegnativi ed i climi più estremi senza "piegarsi" mai, dimostrando una tenacia che lascia a tutti bocca aperta!
Ma non è solo la loro resilienza a renderle straordinarie, le viti franche di piede sono anche le sentinelle della biodiversità locale e fanno parte di veri e propri ecosistemi a sé stanti, dove ogni elemento ha il suo ruolo e la sua importanza.
Ogni volta che solleviamo un bicchiere del miglior vino prodotto da queste viti straordinarie, ricordiamo il valore della resilienza e dell'adattabilità che esse ci insegnano.
Sono un esempio tangibile di come la natura, se rispettata e preservata, possa offrire le risposte più sorprendenti alle sfide che oggi il mondo ci presenta.
E quindi, brindiamo a queste meravigliose piante madri, custodi del passato e speranza per il futuro.
Che possano continuare a prosperare nelle loro terre selvagge, ispirandoci con la loro forza e la loro bellezza senza tempo.
Lunga vita alla viti franche di piede!
Il Comitato Italiano per la Tutela del Piede Franco è la prima e unica associazione in Italia di protezione, custodia e salvaguardia delle viti franche di piede.
Siamo un gruppo formato da sommelier, storici, viticoltori e tutti coloro appassionati al mondo del vino, in particolare quello prefillossera.
Il Comitato vuole valorizzare, sviluppare e promuovere azioni atte a rilanciare, storicamente, turisticamente e culturalmente il nostro patrimonio vitivinicolo prefillossera, poco conosciuto, localmente conosciuto o totalmente dimenticato.
il nostro compito oltre a divulgare l'esistenza di questi vitigni è quello di dare voce e visibilità a tantissime realtà locali che con tanta tenacia tengono in piedi un pezzo della nostra storia vitivinicola.
Obiettivi
- Aggiornare periodicamente l'elenco nazionale dei vitigni a piede franco e dei suoi produttori.
- Studiare la composizione genetica delle viti e quindi poterle classificare a piede franco attraverso bandi regionali che ci permettano di raccogliere fondi.
- Creare itinerari turistici nazionali come: "la via dei borghi a piede franco*, da proporre a enti turistici, regionali e agenzie di viaggio associando vino e cultura, veicolo fortissimo di sviluppo e successo.
- Raggruppare, a livello nazionale, tutte le piccole realtà e produttori esistenti su un'unica piattaforma internet.
- Ottenere dal ministero la dicitura "PIEDEFRANCO" e "PREFILLOSSERA" bottiglie di vino prodotte da vigneti franchi di piede.
- Creare continuamente manifestazioni ed eventi a tema per far conoscere sempre più il nostro Comitato.
- Creare un consiglio direttivo con referenti regionali che costantemente lavorino e coinvolgano esperti per diffondere e migliorare la conoscenza del piede franco.
- Creare un museo dove poter esporre documenti storici con il nome dei vitigni, foto di utensili di lavoro, filmati, bottiglie prodotte, percorsi didattici, ecc.
- Scoprire, classificare e numerare tutte le piante centenarie prefillossera esistenti, perché vengano protette e dichiarate monumenti e patrimonio
Piede Franco
Per vite a piede franco si intende una vite con radici proprie, non ibrida e non innestata su radici di piante americane.
Le viti franche di piede sono piuttosto rare in Europa, il motivo risale alla seconda metà dell'800 quando la fillossera, fece la sua comparsa nel continente europeo, in provenienza dall'America del nord, per tramite di piante contaminate trasportate via nave.
La fillossera, insetto di origine americana si diffuse rapidamente in tutti i vigneti, essa causa danni sia a livello radicale, provocando la formazione di galle nodose e perdita di capacità assorbente, sia a livello fogliare, generando escrescenze tondeggianti e
rugose, dando origine ad una superficie nodosa ed irregolare fino alla morte della vite.
Il suo ciclo riproduttivo è complesso: un primo insetto nasce da un uovo deposto sotto la corteccia della vite, che schiudendosi dà vita alla fondatrice.
Questa depone circa 500 uova in una galla, protuberanza che viene formata tramite una puntura sulla pagina inferiore della foglia.
Da qui nascono le larve, parte delle quali migrano fino alle radici della pianta, deponendo altre uova e formando altre galle, facendone perdere la capacità di assorbimento portando appunto morte alla pianta.
Il parassita aggredisce l'apparato radicale della vite europea (Vitis vinifera), mentre quelle americane (Vitis lambrusca) ne sono immuni.
Per questo motivo, al fine di scongiurare la totale distruzione del patrimonio vitivinicolo europeo, si trovò una soluzione a questo problema, innestando le viti europee su radici americane.
Pochi sono i vigneti risparmiati dal flagello. Gli unici salvi sono quelli piantati su terreni sabbiosi o argillosi, nei quali il parassita non riesce a riprodursi, oppure a quote elevate, oltre i 1000 metri s.im, perché le basse temperature impediscono alla fillossera di sopravvivere o ancora su terreni vulcanici.
Pro e Contro
Vediamo insieme i principali pro e i contro dei metodi di coltivazione tra un vigneto con viti innestate e uno franco di piede.
Viti su portainnesto:
Pro:
- Adattabilità al Terreno: Scegliere l'innesto più adatto alle caratteristiche del terreno e del clima locale, migliorandone la crescita e resistenza.
- Resistenza alle Malattie: Utilizzo di portainnesti selezionati resistenti alle malattie come la fillossera o il marciume delle radici proteggendo la vite da minacce.
- Controllo della Crescita: Controllo della crescita della vite mantenendo l'equilibrio tra parte vegetativa e produzione di uva.
Contro:
- Costi e Lavoro Aggiuntivi: L'innesto richiede lavoro, tempo e risorse aggiuntive aumentando i costi.
- Rischio di Incompatibilità: In alcuni casi, l'innesto potrebbe non essere compatibile tra portainnesto e cultivar, portando a problemi di crescita o di salute della pianta.
- Dipendenza dall'Umano: Le viti innestate richiedono cure e competenze specifiche, aumenando la dipendenza da pratiche agricole moderne riducendo la resilienza della vite.
Viti Franche di Piede
Pro:
- Resilienza Naturale: Le viti senza innesto si sono adattate alle condizioni locali dimostrando una maggiore resistenza alle malattie e alle avversità climatiche.
- Biodiversità: Le viti franche di piede contribuiscono alla diversità genetica e biologica nei vigneti, essendo spesso radicate in terreni più selvaggi e naturali.
- Semplicità: Poiché non richiedono innesti, i costi e i processi di selezione vengono eliminati.
Contro:
- Minacce Naturali: Senza portainnesti resistenti alle malattie, le viti senza innesto sono più vulnerabili.
- Controllo della Crescita: Poiché non di può controllare I crescita della vite tramite portainnesto, potrebbero essere necessarie tecniche di potatura più aggressive per controllare la vigoria della vite.
- Limitazioni normative: Alcune regioni possono vietare la coltivazione di viti non innestate per evitare lo sviluppo